ALEPH א — SISTEMA ALFANUMERICO
Manifesto canonico unico — versione 1.2 sincronizzata con il Motore 1.2 RC7
0. ARCHITETTURA DEL SISTEMA
Il sistema א utilizza caratteri giapponesi esclusivamente come materiale grafico. Hiragana, katakana e kanji non conservano il loro valore fonetico o semantico originale giapponese.
Famiglie grafiche: hiragana per il linguaggio e per alcuni marcatori strutturali; katakana per numeri e quantità; kanji per operatori matematici; segni tipografici modificatori per separazione, raddoppio e raggruppamento.
Il sistema deve restare leggibile anche su schermi piccoli. La parentela grafica è utile quando segnala una relazione intenzionale, ma va evitata quando crea collisioni fra funzioni differenti.
1. PRINCIPIO ORTOGRAFICO-FONETICO DI CONVERSIONE
א non è una sostituzione lettera per lettera dell'alfabeto italiano.
Procedura fondamentale: ITALIANO SCRITTO → INTERPRETAZIONE DEL SUONO → CARATTERE א.
Una lettera italiana utilizzata esclusivamente per modificare la pronuncia di un'altra lettera non produce necessariamente un carattere א autonomo.
Principio canonico: א non traduce le lettere; א traduce la pronuncia prodotta dall'ortografia italiana. L'ortografia costituisce l'input, il suono determina l'interpretazione, il carattere א rappresenta il risultato.
Eccezione conservativa: quando una H italiana è foneticamente muta ma necessaria a preservare informazione ortografica o semantica, א la conserva mediante み, che ha valore fonetico nullo.
2. ALFABETO FONETICO
Valore | א | Esempio
A | あ | A di casa
B | は | B di barca
C dolce | る | C di cena, ciao
C dura / K | ろ | C di casa, che, chi, cosa, cura
D | て | D di dado
È aperta | の | È di è, cioè
É chiusa | め | É di perché
F | ぬ | F di faro
G dura | さ | G di gatto, ghetto, ghiro, gola, gusto
G dolce / J | き | G di già, gelato, giro, gioco, giù
I | ひ | I di vino
L | ら | L di luna
M | せ | M di mano
N | ゆ | N di nave
Ò aperta | え | Ò di però
Ó chiusa | そ | O di olmo
P | け | P di pane
Q ortografica | を | Q di quota, acqua, soqquadro
R | れ | R di rana
S sorda | こ | S sorda
S sonora | に | S di rosa
SC dolce | か | SC di scena, scimmia
T | と | T di tavolo
U | つ | U di luna
V | う | V di vino
Z — I valore | す | Z di azione
Z — II valore | む | Z di arazzo, bizze
GN | ね | GN di gnomo, bagno, sogno
GL duro | ま | GL di glifo, glossario, inglese
GLI palatale | も | GLI di aglio, figlio, meglio
3. REGOLE DI C, G E Q
C dolce → る. Davanti a E/I è normalmente dolce; nelle sequenze CIA/CIO/CIU la I puramente ortografica non viene trascritta come vocale autonoma.
C dura → ろ. Davanti ad A/O/U è normalmente dura; in CHE/CHI la H rende dura la C ma non genera un carattere autonomo.
G dolce → き. Davanti a E/I è normalmente dolce; nelle sequenze GIA/GIO/GIU la I puramente ortografica viene assorbita nell'interpretazione della G dolce.
G dura → さ. Davanti ad A/O/U è normalmente dura; in GHE/GHI la H rende dura la G ma non genera un carattere autonomo.
I caratteri ろ e さ possono quindi comparire davanti a qualunque vocale: conta il suono prodotto, non la grafia italiana usata per ottenerlo.
Q ortografica → を. Conserva la lettera Q italiana nel testo Aleph; il suo valore sonoro resta quello tradizionale di C dura seguita da U.
QU usa を + つ; CQU usa ろ + を + つ. In QQ il raddoppio si indica normalmente con を°.
4. FUNZIONE DI I E H
I e H devono essere interpretate prima della conversione.
H funzionale: in CHE, CHI, GHE, GHI la H è un modificatore ortografico italiano; il suo effetto è assorbito nell'interpretazione di C/G dura e non produce み.
H semantica/muta: み. Ha valore fonetico nullo e conserva la presenza e la posizione di una H italiana non fonetica quando la sua perdita cancellerebbe informazione ortografica o semantica.
Esempi: a / ha / ah; o / ho / oh; e / eh; ai / hai; anno / hanno; ma / mah; bo / boh.
Nel percorso inverso א → italiano, み ripristina H nella stessa posizione.
I ortografica: nelle sequenze CIA/CIO/CIU e GIA/GIO/GIU, quando la I serve soltanto a rendere dolce C/G e non viene pronunciata autonomamente, non viene trascritta come ひ. Se la I è effettivamente pronunciata come vocale autonoma, viene trascritta.
5. GRUPPI SC, SCH, GN E GL
SC dolce → か, quando SC produce il suono di scena, scemo, scimmia, sciocco e nelle strutture SCIA/SCIO/SCIU quando la I è puramente ortografica.
S + C dura → こ + ろ. In scala, scopa, scusa, scrittura la C mantiene valore duro e SC non viene fuso.
Nei gruppi SCHE/SCHI la H rende dura la C: la struttura è S + C dura, quindi こ + ろ; la H funzionale non produce み.
GN → ね quando rappresenta l'unità fonetica italiana di gnomo, bagno, sogno.
GL duro → ま quando G + L conservano il suono duro, come in glifo, glossario e inglese.
ま assorbe soltanto le consonanti G + L; la vocale successiva resta autonoma e viene trascritta con il proprio glifo.
GLI palatale → も quando il gruppo produce il suono di aglio, figlio e meglio.
も assorbe l'intero gruppo GLI; la I ortografica non genera un carattere ひ separato.
La sola sequenza scritta GLI è ambigua: la distinzione fra ま e も dipende dalla pronuncia, come mostra la coppia glifo/aglio.
6. ALTRI GRUPPI NON STABILI
Gruppi grafici come NG, NC e combinazioni simili non possiedono automaticamente un carattere א autonomo. GL duro e GLI palatale costituiscono le eccezioni canoniche definite nella sezione precedente.
Devono essere interpretati secondo i suoni effettivamente prodotti. La semplice adiacenza delle lettere non basta a creare un'unità א.
7. S, Z, E E O
S sorda → こ. S sonora → に. La scelta dipende dalla pronuncia italiana standard. In inglese e inglesi la S intervocalica è sonora e viene sempre resa con に.
Z — I valore → す, come in azione. Z — II valore → む, come in arazzo e bizze. La scelta dipende dalla pronuncia standard, non dalla sola lettera Z.
È aperta → の. É chiusa → め. Per le E atone viene adottato il valore medio-chiuso め.
Ò aperta → え. Ó chiusa → そ. Per le O atone viene adottato normalmente il valore medio-chiuso そ. La parola poi usa O aperta え.
La grafia porto distingue due valori: il verbo «io porto qualcosa» usa O aperta え; il sostantivo «porto navale» usa O chiusa そ. Il contesto può selezionare automaticamente il valore verbale; quando non basta, il traduttore presenta i due significati mediante esempi italiani e non mediante simboli fonetici.
8. RADDOPPIO E ACCENTO TONICO
Consonante doppia: il carattere viene scritto una sola volta e seguito dal modificatore °. Schema: CONSONANTE°. Esempi: BB → は°; TT → と°.
Vocale ripetuta o esplicitamente prolungata: si usa ' prima della vocale. Schema: 'VOCALE.
I due meccanismi restano deliberatamente distinti: consonante doppia → modificatore successivo °; vocale ripetuta → modificatore precedente '.
Nel percorso inverso Aleph → italiano, il marcatore ' non viene stampato come apostrofo: raddoppia la vocale cui è associato. L’apostrofo italiano resta esclusivamente *.
Una vocale ortograficamente ripetuta resta un solo glifo preceduto da ', anche quando la fonte fonetica assegna alle due occorrenze aperture differenti. In zoo, /ɔo/ viene ricondotto a un solo glifo O aperto tonico preceduto da '.
^ → marcatore della vocale tonica. Deve comparire nelle parole toniche anche quando l'italiano ordinario non scrive l'accento.
Una vocale italiana esplicitamente accentata in fine di parola genera sempre ^. Gli elementi realmente atoni, come articoli e congiunzioni, non ricevono un accento artificiale.
Nel percorso inverso, quando ^ marca l’ultima vocale di una parola con accento scritto, il motore ripristina à, è, é, ì, ò, ó oppure ù. La regola è verificata con città, perché, però, virtù, è e andrò; non altera ha o zoo.
9. STRUTTURA DEL TESTO, DIREZIONE E SEPARAZIONE DELLE PAROLE
⋮ → marcatore di inizio del linguaggio testuale א.
א non utilizza uno spazio vuoto fra le parole: il confine è marcato con : .
Schema: ⋮PAROLA:PAROLA:PAROLA.
Direzione alfabetica: le parole seguono l'ordine del testo da sinistra verso destra, ma i caratteri che compongono ciascuna parola sono disposti e letti da destra verso sinistra. In questo senso ogni parola alfabetica è scritta al contrario rispetto alla sequenza grafica italiana, mentre la sequenza delle parole resta normale.
Direzione numerica: i numeri sono disposti e letti da sinistra verso destra secondo l'ordine posizionale usuale. La cifra più significativa precede le cifre successive, la parte frazionaria segue il separatore e nei blocchi numerici non si applica l'inversione alfabetica.
Aleph non distingue maiuscole e minuscole. Nel passaggio dall’italiano il testo viene normalizzato in minuscolo; nel ritorno resta in minuscolo. I nomi propri non costituiscono una categoria speciale del linguaggio.
In contesto numerico, : assume anche il valore di separatore fra parte intera e parte frazionaria; il contesto distingue le due funzioni.
10. PUNTEGGIATURA
Simbolo א | Segno italiano | Funzione
一 | , | virgola / pausa breve
二 | . | punto fermo / fine dell'enunciato
三 | ... | puntini di sospensione
ん | ? | punto interrogativo
よ | ! | punto esclamativo
~ | : | due punti esplicativi
* | ' / ’ | apostrofo ortografico / elisione
Il punto e virgola ; non possiede un equivalente canonico in א ed è intenzionalmente escluso.
Quando un punto o un’ellissi precede immediatamente ? o !, nel percorso inverso prevale il segno finale: .!, ..!, ...!, …! diventano !; .?, ..?, ...?, …? diventano ?. Questa è la normalizzazione canonica della punteggiatura del Motore 1.2.
L'apostrofo ortografico italiano è rappresentato da * e non va confuso con ' usato per la vocale ripetuta.
I segni di punteggiatura restano associati all'enunciato o alla parola pertinente e non richiedono un separatore : aggiuntivo.
Le virgolette italiane alte, tipografiche o caporali vengono ignorate nella conversione e non generano un simbolo א.
11. GERARCHIA CANONICA DI CONVERSIONE
1. individuare i gruppi foneticamente significativi;
2. determinare C dura/dolce e G dura/dolce;
3. interpretare SC e SCH;
4. riconoscere GN e distinguere GL duro ま da GLI palatale も secondo la pronuncia;
5. interpretare I e H: assorbire la H funzionale di CH/GH, preservare con み la H semantica/muta e determinare se la I è fonetica oppure esclusivamente ortografica;
6. conservare Q mediante を nei gruppi QU, CQU e QQ;
7. riconoscere consonanti doppie e vocali ripetute;
8. determinare S sorda/sonora e i due valori della Z;
9. determinare E ed O aperte/chiuse e la posizione tonica secondo la pronuncia standard;
10. convertire fonemi e marcatori conservativi nei caratteri א;
11. applicare la punteggiatura canonica e : come separatore tra le parole.
12. SISTEMA NUMERALE ESADECIMALE
א utilizza un sistema posizionale in base 16 (HEX). Le cifre sono rappresentate in katakana.
Nel Motore 1.2 il sistema numerico è operativo: gli interi e le frazioni vengono convertiti con precisione finita e i periodi brevi possono essere conservati mediante i marcatori canonici. Questo sottosistema non attiva gli operatori matematici.
Valore DEC | Valore HEX | א
0 | 0 | ロ
1 | 1 | ア
2 | 2 | ヌ
3 | 3 | フ
4 | 4 | ワ
5 | 5 | ネ
6 | 6 | ヲ
7 | 7 | チ
8 | 8 | ケ
9 | 9 | ム
10 | A | ナ
11 | B | ホ
12 | C | ヨ
13 | D | セ
14 | E | ク
15 | F | オ
La parte frazionaria continua verso destra con potenze negative di sedici: prima posizione 1/16, seconda 1/256, terza 1/4096, e così via.
Il separatore fra parte intera e parte frazionaria è : . Esempio: 0,5 DEC = 0,8 HEX; in א diviene łロ:ケ.
13. OPERATORI E STRUTTURE MATEMATICHE
Funzione | Simbolo א
Addizione | 上
Sottrazione | 下
Moltiplicazione | 人
Divisione | 大
Potenza | 山
Radice | 川
Maggiore di | 工
Minore di | 土
Uguale a | く
Diverso da | へ
Incognite: ん = x; よ = y; み = z. Il valore è determinato dal contesto matematico.
Potenza: schema lineare BASE 山 ESPONENTE.
Radice: schema lineare INDICE 川 RADICANDO.
Parentesi aperta → し. Parentesi chiusa → り. Schema: し ESPRESSIONE り. L'annidamento è ammesso.
All'interno di una singola operazione matematica numeri e operatori sono scritti consecutivamente. Quando più operazioni complete e distinte compaiono sulla stessa linea, | separa un blocco operativo dal successivo.
14. STATO CANONICO DEL MOTORE
Questo Manifesto 1.2 è sincronizzato con il Motore 1.2 RC7. Il motore conserva le regole fonetiche consolidate e integra il sottosistema numerico attivo; le versioni precedenti restano conservate senza sovrascrittura.
Il Motore 1.2 RC7 implementa in entrambi i percorsi C/CH, G/GH, SC/SCH, GN, GL duro ま, GLI palatale も, Q ortografica を, S sorda/sonora, i due valori della Z, doppie consonantiche, vocali ripetute, accento tonico ^, apostrofi, punteggiatura e H semantica. Le verifiche automatiche e telefoniche restano parte del collaudo progressivo delle RC.
み è canonico come H semantica/muta nel linguaggio e come terza incognita z nel sottosistema matematico.
Nel Motore 1.2 RC7 il motore tonico eSpeak NG è incorporato e utilizzabile offline. Wikizionario e WikiPronunciationDict mantengono i dettagli fonetici; nella futura applicazione Android anche tali fonti dovranno essere incorporate con i rispettivi riconoscimenti e testi di licenza.
Nel Motore 1.2 RC7 il sottosistema numerico è attivo in entrambi i percorsi: i numeri italiani scritti in cifre vengono convertiti in base 16 con cifre katakana, separatore frazionario : e marcatori per i periodi. Il contesto numerico è introdotto da ł; il separatore | è riservato alla separazione dei blocchi matematici. Gli operatori matematici restano definiti nel sistema, ma non sono ancora attivi nel motore.
Il collaudo telefonico del Motore 1.2 RC7 ha confermato in entrambi i percorsi acqua, quota, accusa e soqquadro: を conserva Q senza alterare le doppie C.